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Riflessioni Giornata Invalidi Terze 9 maggio 2008
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La giornata del 9 maggio mi ha fatto riflettere sul fatto che non tutte le persone possono fare tutto quello che possono fare tutti. Sono rimasta sorpresa nel vedere come sono agili a fare ciò che riescono a fare ancora. Sono rimasta sorpresa nel vedere quanti sport hanno inventato o trasformato per gli invalidi e nel vedere come sono bravi e quante soddisfazioni gli dà.

Mi è piaciuto il fatto che hanno inventato macchinari per facilitare la loro vita….Mi è piaciuta la giornata perché ho potuto riflettere sulle abitudini di persone diverse da me. Mi sono divertita a giocare a basket in carrozzella, camminare con gli occhi bendati, colorare con la mano sinistra.  (Aurélie)

Si può reagire pensando che davanti a te c’è tutta una nuova vita d’affrontare e una nuova realtà tutta da scoprire. Si può dimenticare l’attività precedente pensando che puoi fare nuove esperienze sportive. Possiamo dare loro il nostro aiuto e la nostra disponibilità. (Mattia)

Bisogna cercare in qualche modo di accettare ciò che ci è accaduto distraendoci e pensando il meno possibile q quello che non possiamo più fare, ma bisogna anche pensare a tutto ciò che ancora si può fare.

Bisogna far capire alle persone che soffrono con noi che riusciremo ad andare avanti e divertirci e avere delle soddisfazioni nonostante ciò che ci è accaduto. (Matteo)

E’ stata una giornata istruttiva. Ha fatto capire che se ci si trova in una situazione del genere, sì, all’inizio sarà difficile abituarsi, ma grazie alle tecnologie di oggigiorno è possibile fare ancora quasi tutte le attività. Oggi ho provato a giocare a basket in carrozzina e mi è piaciuto. Ma io alla fine dell’ora potevo alzarmi e camminare mentre le persone invalide no. (Lara)

…E’ ammirevole la loro forza di volontà. (Céline)

…Ho visto che ci sono tante tecnologie per aiutare queste persone e questo è importante, e inoltre nel filmatino si vedeva in loro il sorriso e nonostante tutto ancora la voglia di vivere. (Elisa)

Essere un portatore di handicap al giorno d’oggi non è più uno grande come qualche anno fa, dove gli andicappati erano “esclusi” dalla società perché erano diversi. Con certe tecnologie come i bus equipaggiati per loro, possono viaggiare tranquillamente, ora possono lavorare in informatica come persone normali ( o meglio). (Giovanni)

Sicuramente ci si deve accettare e trovare le forze dentro se per continuare prendendo in mano la propria vita in un altro modo, con sicuramente più ostacoli da superare. Non si potrà continuare a fare quello che si faceva prima probabilmente, ma può pure essere un nuovo inizio trovando nuovi obiettivi e nuove passioni. Si creeranno molti problemi anche alle persone accanto che non sapranno gestirle, ma si deve guardare avanti. (Maura)

Dobbiamo dare a queste persone la possibilità di lavorare, di disegnare, di fare sport, trattandole come delle persone normali. Anche loro hanno una vita ancora davanti a sé e devono sfruttarla. Non devono essere esclusi, ma aiutati a vivere meglio la loro vita. Loro si divertono anche con poco, con un sorriso, con un complimento ecc… Possono svolgere delle attività che li rende felici e autonomi. (Martina)

….Ci sono persone che lavorano per aiutare queste persone e gli dedicano molto tempo. (Oliviero)

…Non ci si pensa mai se ad essere invalidi sono gli altri e non noi, ci si sente quasi superiori, e questo non è giusto. (Letizia)

A me è piaciuta molto questa giornata speciale, perché trovo che sia giusto provare delle sensazioni diverse dalle nostre, tipo: andare su una carrozzella, non vedere più, non sentire più. Questa giornata mi ha fatto capire che la nostra vita, senza problemi, è sacra e bisogna tenersela stretta. Poi trovo anche giusto che ci insegnino ad avere un andicap, perché un incidente può capitare in qualsiasi momento. (Fabrizio)

Io essendo cristiana trovo che se hai una malattia o in un incidente non sei morto ma sei per esempio paralizzato c’è un motivo e perciò bisogna andare avanti e capire che Dio ha un progetto migliore per me di quello che ho io per me stessa. (Federica)

….secondo me tutti noi siamo diversamente abili, nel senso che ognuno di noi è particolarmente dotato a fare una cosa e non riesce a farne un’altra. (Elena)

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